Boom di attacchi informatici gravi legati a pandemia


I cybercriminali in tutto il mondo stanno sfruttando la pandemia per sferrare i propri attacchi. Hanno preso di mira ospedali, truffato i cittadini, bucato i sistemi di aziende e pubbliche amministrazioni.

 

Stando al rapporto, presentato oggi nel corso del Security Summit Streaming Edition, la maggioranza degli attacchi (61%) legati al coronavirus riguarda campagne di phishing, cioè truffe informatiche via email, in associazione a malware (21%), ossia software dannosi. Il 64% delle vittime rientra nella categoria “target multipli”, si tratta cioè di attacchi strutturati per danneggiare rapidamente e in parallelo il maggior numero possibile di persone ed organizzazioni. C”è poi un 11% legato al mondo sanitario e un 12% che riguarda bersagli governativi, con attacchi gravi che hanno visto i cybercriminali approfittarsi delle prime fasi concitate di approvvigionamento di presidi di sicurezza, ad esempio le mascherine, creando danni considerevoli.

Oltre ai danni direttamente conseguenti agli attacchi compiuti, il report evidenzia che il tema Covid-19 ha alimentato anche la diffusione di fake-news, fomentando la confusione sulla pandemia che si è venuta a creare a livello globale soprattutto nei primi mesi.

“Nella tragedia di questi mesi sta avvenendo una rivoluzione: il digitale sta trasformando l’organizzazione delle imprese e la vita dei cittadini, e stiamo comprendendo che la sicurezza del digitale è essenziale”, afferma il presidente del Clusit Gabriele Faggioli, che sottolinea la necessità di “investire in ricerca e innovazione, costituire un ecosistema delle imprese e della pubblica amministrazione in cui gli investimenti risultino adeguati alla minaccia, e rendere più consapevoli i cittadini”

Fonte: Ansa.it