Polygram, il social che traduce le emozioni in emoji leggendo la faccia


104012260-2ba8dfb7-ec7f-44f8-bdda-a07b73eae652Un nuovo social network promette di farci rispondere ai post “leggendo” i nostri volti e trasformando le emozioni in emoji allegre, sghignazzanti, attonite e così via. Si chiama Polygram, è pensato per iOS ed è stato appena lanciato.

Sfrutta la videocamera frontale degli smartphone per scansionare il volto dell’utente e riportare le sue effettive reazioni, cavalcando così la tendenza del riconoscimento facciale.

Non solo: propone anche un’analisi accurata di queste reazioni e in generale dell’atteggiamento degli utenti rispetto al contenuto pubblicato, dalle visualizzazioni al numero di screenshot effettuati fino alla divisione per genere e alla geolocalizzazione. Oro per gli influencer, fetta di utenti a cui in effetti i creatori sembrano puntare in modo deciso.

Il mondo dei social network è ovviamente complicato: i player sono pochi e pachidermici, fare breccia è un’impresa e negli anni decine di società e startup sono morte provandoci. Il predominio di Facebook, Instagram (sempre Facebook) e in misura minore di Snapchat, Twitter, Linkedin pur con storie diverse è di fatto consolidato.

L’intelligenza artificiale utilizzata per individuare le reali espressioni dei volti, e dare così un tocco di vera interattività, può tuttavia essere la carta della sopravvivenza di Polygram, che ha raccolto un paio di milioni di dollari e si è subito lanciato nella complicata arena.

Per sviluppare il sistema sfrutta una rete neurale in grado di individuare i movimenti facciale e poi proporre una serie di emoji affini. Chissà che il vero obiettivo non sia farsi “mangiare” da qualcuno dei protagonisti del settore.

Oltre al rapidissimo riconoscimento facciale l’app include una serie di altre curiose funzionalità: dai filtri che ci rendono più attraenti, stando ai creatori fra cui Faryar Ghazanfari disegnati addirittura con l’aiuto di chirurghi plastici, a un’interessante opzione battezzata “wipe to reveal” che copre le immagini di una sorta di nebbia che gli altri utenti possono rimuovere cliccandoci sopra ma solo per pochi istanti: una via di mezzo fra contenuto effimero e privato che dovrebbe impedire di scattare screenshot, come spesso capita su Snapchat, visto che l’intera foto non sarà mai visibile per intero.